Descrizione
La cultura è memoria. Essa è al tempo stesso custode e rivelatrice. Caratterizza un popolo, ne accompagna l'evoluzione nel corso del tempo. La cultura si fa memoria nel momento in cui si comunica e si trasmette alla propria comunità l'orrore di quanto accaduto ma anche spunti di riflessione di ciò che ancora accade.
L'81esimo anno in cui, il 27 gennaio, ricorre la Giornata Internazionale di Commemorazione delle Vittime dell'Olocausto, più semplicemente definito come "Giorno della Memoria", impone la rievocazione di quei momenti vissuti da una parte di mondo che ha riguardato anche il nostro Paese. E più in particolare, anche la città di Bacoli, quando essa era già autonoma ed indipendente rispetto a Pozzuoli da una ventina d'anni. Non va dimenticato nulla di quel periodo storico, compreso l'esempio positivo di una comunità che ha saputo essere coraggiosa ed al tempo stesso accogliente, solidale, nei confronti di un popolo perseguitato e che ha trovato riparo nei pressi dell'attuale Villa Scalera, in quella che oggi è chiamata "Via della Shoah", in località Casevecchie. Un centinaio di ebrei salvati dalla deportazione nei campi di concentramento e sterminio. Famiglie, donne, uomini e bambini la cui vita è stata portata in salvo da un gesto di profonda umanità e fratellanza.
La cultura è memoria se essa non solo è capace di non far dimenticare quanto accaduto, ma anche se è capace di sviluppare un sufficiente grado di consapevolezza civica affinché non si ripetano accadimenti similari. Perché quello che sta avvenendo in altre parti di mondo, determinate scene a cui tutti stiamo assistendo. Non ultime, quelle che stanno riguardando gli Stati Uniti. Odio, violenza e diseguaglianza: terminologie che 81 anni dopo continuano ad essere legate ad episodi palesi e manifesti.
Sono tantissime le iniziative che in ogni classe di ognuno dei nostri istituti scolastici si stanno tenendo per ricordare alle nuove generazioni quanto l'essere umano sia potuto arrivare a tanto. Iniziative che, in un tempo in cui l'approssimazione riesce (quasi) sempre a prendere il sopravvento sull'approfondimento, debbono necessariamente essere tendenti allo sviluppo di una coscienza collettiva basata innanzitutto sul rispetto altrui. Rispetto per ogni forma di diversità.
Il prossimo 10 febbraio, alle 11:30, presso il Parco Borbonico del Fusaro, insieme alla Questura di Napoli e i rappresentanti della Comunità Ebraica di Napoli, sarà ricordata la figura di Giovanni Palatucci, vice commissario aggiunto di origini campane, morto 81 anni fa nei campi di concentramento di Dachau per aver portato in salvo, da Questore di Fiume, decine e decine di ebrei. Per questo è stato insignito della medaglia d'oro al merito civile e fu nominato tra i Giusti tra le Nazioni.
La cultura è memoria. Memoria per non dimenticare. Memoria per ricordare ciò che siamo stati e ciò siamo chiamati a fare, prendendo ad esempio noi stessi, il popolo bacolese, e uomini valorosi come Giovanni Palatucci. Per il bene dell'umanità, per la ricerca della pace e della felicità.
Dott. Mauro Cucco
Il Sindaco
Dott. Josi Gerardo Della Ragione